V.B. Castagna

MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE "ALLA MEMORIA"

V.B. Castagna

Il Vicebrigadiere CASTAGNA BRUNO, nato a Traona, il 20 Ottobre 1908, venne educato dal padre
all’obbedienza e al convinto rispetto dei propri doveri di buon cittadino prima e di soldato poi. All’età di 20
anni si arruolò nell’Arma dei Carabinieri, congedandosi dopo 3 anni. Con il lavoro e sacrificio quotidiani,
seppe conquistarsi la stima e la buona considerazione di tutti. Nel 1936, da riichiamato, prestò servizio di
istituto nelle Stazioni dell’Arma di Gorle Minore, Chiavenna e Lecco. Nel 1940, scoopiata la guerra, venne
mobilitato e assegnato al XIV Battaglione Carabinieri Milano, destinato poi sul fronte Greco-Albanese, ove
partecipò a tutte le operazioni belliche di quello scacchiere.
Dopo l’occupazione della Grecia, della Slovenia-Dalmazia e del Montenegro, tutti i reparti mobilitati
nell’Arma nei Balcani, compresi quelli già in servizio territoriale già in Albania, formarono un complesso di
forze che, potenziati e coordinati, rimasero in attività a fronteggiare le situazioni locali.
Moltissimi i servizi resi alcuni di eccezionale importanza, in 28 mesi di dura lotta, il battaglione ebbe 42
caduti e 72 feriti. In tale contesto vengono vissuto gli ultimi mesi del V. Brig. CASTAGNA che, seguendo il
suo Battaglione nei Balcani, lì destinato quale truppa di presidio, e più precisamente nella zona di
Visnjagora, mentre tornava da un servizio con 9 Carabinieri cadde in una imboscata di partigiani slavi che si
erano appostati nel bosco a circa 200 metri dal paese, venendo fatto segno di numerose scariche di fucili
mitragliatori. Il Vicebrigadiere Castagna e i Carabinieri si asserragliarono in una casa vicina, pronti alla
difesa. Dopo circa un’ora di lotta, esaurite tutte le munizioni venivano sopraffatti, depradati di tutto e poi
condotti sul monte Malirisch dove la certezza della morte li attendeva. Il Vicebrigadiere Castagna non
cedette alle lusinghe che gli proponevano i suoi nemici, di rinnegare cioè la fede pur di aver salva la vita,
rispondendo con fermezza che “I CARABINIERI MUOIONO MA NON SI ARRENDONO. CON NOI NON C’E’
NULLA DA FARE. UCCIDETEMI PURE”. Dopo essere stati spogliati della divisa una scarica di fucile
mitragliatore li falcidiò
Il Vicebrigadiere Castagna sposato con la signora Irma, era già padre di due figlie in tenera età, Bruna (1935)
e Luciana (1939), nate entrambe a Traona.
Per l’eroica morte, con Decreto 23-10-1942 nr.1195 del Ministero della Guerra, al Vicebrigadiere Castagna
venne conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria”, con la seguente motivazione:
“Durante un servizio di perlustrazione, aggredito da numerosa banda ribelle, reagiva con calma ed energia
e coi suoi uomini ripiegava in una casa ove resisteva strenuamente fino all’esaurimento delle munizioni.
Catturato dai ribelli, alla promessa di aver salva la vita se avesse rinnegato la sua fede, rispondeva
fieramente: ‘I Carabinieri muoiono ma non cedeono’. Davanti al plotone di esecuzione lanciava per primo il
grido: ‘VIVA L’ITALIA’ consacrando così la sua vita alla Patria e l’eroismo dei soldati d’Italia alla Storia.
Superbo esempio si sovrumano attaccamento al dovere e all’onore militare”
Monte Malinjch (Balcania) 15 Maggio 1942
Roma, addì 20 Novembre 1946

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